la Vigilia dell'Epifania a Faenza
La Vigilia dell'Epifania a Faenza è dedicata alla Nott de' Bisò, emozionante manifestazione conclusiva dell'anno del Niballo Palio di Faenza che si svolge ogni anno nella quarta domenica di giugno.
La Vigilia dell'Epifania a Faenza è dedicata alla Nott de' Bisò, emozionante manifestazione conclusiva dell'anno del Niballo Palio di Faenza che si svolge ogni anno nella quarta domenica di giugno.
Il Niballo, grande fantoccio raffigurante Annibale, il guerriero saraceno che simboleggia le avversità, viene bruciato in un enorme falò nel centro della città, nel punto di incontro tra gli antichi cardus e decumanus.
Il grande Niballo giunge in piazza, secondo l'antica tradizione, su un carro trainato da buoi.
Il Rione vincitore del palio ha l'onore di dargli fuoco: la serata ha il suo apice nel momento in cui il tedoforo del Rione, vestito con tradizionale costume cinquecentesco, dà fuoco al Niballo.
La festa inizia fin dal mattino con l'apertura degli stand gastronomici dei cinque Rioni di Faenza e durante questa lunga manifestazione non mancano musica, balli e allegria e più che mai si beve bisò (il caratteristico vin brulè) negli eleganti gotti, le ciotole di ceramica faentina.
Il gotto realizzato per la Nott de' Bisò è uno degli elementi fondamentali della festa: decorato ogni anno con un diverso motivo ornamentale scelto tra quelli tipici della ceramica faentina, è valorizzato con il simbolo dei cinque Rioni e quello della città.
Verso la fine del XV secolo si sviluppò nelle botteghe ceramiche di Faenza il cosiddetto vasellame amatorio. Si tratta in prevalenza di vasellame (coppe, piatti e boccali) dipinto con simboli d'amore e fedeltà e usato per consacrare unioni matrimoniali. Queste stoviglie erano legate alle usanze di bere dalla sessa coppa per celebrare la comunione di vita di due sposi o di offrire confetti agli invitati al termine delle nozze.
Tipico simbolo amatorio del Rinascimento è il cuore in diverse varianti, dal cuore che arde d'amore al cuore che soffre sanguinante o trafitto da frecce. Tra i manufatti custoditi al MIC di Faenza eccelle il frammento della coppa nuziale di Galeotto Manfredi, signore di Faenza e Francesca Bentivoglio figlia di Giovanni II Bentivoglio, signore di Bologna, realizzata intorno al 1482. Oltre alla presenza degli stemmi delle famiglie sono rappresentati due mezzi cuori uniti insieme da un dardo, attributo emblematico della passione amorosa e dell'amore cortese in voga all'epoca.
Altre tematiche amatorie ricorrenti sono le due mani che si stringono in segno di unione e fedeltà, il coniglio evocativo della fertilità, il cane simbolo di fedeltà e lealtà, oltre alle belle donne, accompagnate da un nastro svolazzante con il nome dell'amata e spesso l'aggettivo bela.
È possibile acquistare tutto il servizio completo presso le sedi dei cinque Rioni, oppure il singolo gotto e la brocca direttamente agli stand rionali presenti alla Nott de Bisò.
Comune di Faenza - Ufficio Palio
Piazza Rampi, 1
Tel. 0546 691651 - 0546 691662
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